Al
centro di tutto c’è il luogo.
Un luogo dove tutto può accadere, come la mente.
Dentro al luogo cinque donne.
Una lunga danza dentro la psiche umana macchiata dalla follia.
Una cronaca dei fatti scarna e cruda che denuncia le atrocità
del manicomio.
Ma anche la profonda analisi di chi, in queste strutture, ha lavorato.
Il sacrificio, il coraggio, la grande forza delle infermiere.
Cinque storie si scontrano e poi si fondono come strumenti in una sinfonia.
I volti si deformano e appaiono fantasmi, visioni di un io doloroso
e delirante.
Il corpo non risponde più ai comandi e si ribella, perennemente
costretto nella gabbia di contenzione.
Le sbarre disegnano ombre sulle pareti bianche, il delirio si fa sempre
più intenso.
Note
Lo spettacolo ha vinto il Premio alla Produzione organizzato dall’Associazione
AR.TRO.SI di Rimini. Ha debuttato il 15 luglio 2002 alla rassegna 'Voci
nel Castello' di Misano Monte (RN).
E' stato poi rappresentato per la rassegna 'Mirando Babele' il 17 Gennaio
2003 a Pianoterra, ed ha proseguito la sua tournee in Provincia di Rimini,
a Bologna, Vicenza, Schio, ecc...
Angela Malfitano
Ho collaborato alla messa in scena di "Rinchiusa" con la curiosità
e lo sgomento di chi scopre una realtà così vicina a tutti
noi e che tuttavia ci viene evitata o evitiamo di conoscere e approfondire.
Artisticamente ho cercato di dare unità al percorso scenico di
ogni personaggio e al tempo stesso di tutto il gruppo di donne che si
muove sulla scena, poiché le attrici sono sempre in scena. Sono
semplici esseri umani a contatto con le proprie paure, bisogni, emozioni
e non ultimo i problemi fisici e fisiologici.
Il corpo acquista un importanza di rilievo in manicomio e così
è anche sulla scena.
Ogni oggetto ha pure un suo percorso come se fosse un "corpo",
così come le relazioni tra i personaggi.
Gli scritti usati per la scena provengono da poesie o biografie o autobiografie
di artiste che hanno avuto sì fama, ma sempre una fama postuma
alla loro vicenda in ospedale psichiatrico; ecco perché si può
dire che queste donne sono speciali mentre le vediamo in scena, non
tanto perché alcune sono figure ispirate a poetesse come Alda
Merini, ma perché il loro essere "speciali" consiste
nell'essere semplicemente rinchiuse. E rinchiuse in una situazione di
comunità che vivifica e fa emergere in maniera a volte violenta,
altre subdola, a volte persino grottesca, le manifestazioni più
profonde dell'anima e della psiche. È stato un viaggio che definire
interessante è molto riduttivo; un viaggio di educazione all'umiltà,
al rispetto per delle vite così indifese e sofferte, un viaggio
che non dovrebbe finire mai.
GALLERIA
Immagini tratte dallo spettacolo tenuto il 17 Gennaio 2003 a Pianoterra