Korekané – Associazione Culturale
Sede Legale: via Simbeni, 2d - 47921 Rimini
Sede Operativa: Area K Via Popilia, 45b - 47921 Rimini

info@korekane.com - Cf e PI 03198470407

Il Terrore nei Sogni del Terzo Reich

Progetto Giornata della Memoria

​​

Produzione Korekané
con il contributo di Comune di Rimini e della Regione Emilia Romagna


Ideazione e regia: Chiara Cicognani ed Elisabetta Gambi


con: Alberto Guiducci, Alex Leardini, Carmela Cappiello, Carmen Anzano, Elena Piccini, Elisa Angelini, Emanuele Tontini, Giorgia Pulcinelli, Manuela Zanchi, Marianna Brigliadori, Olivier Gasperoni, Rosanna Lavacca, Sergio Michelotti, Silvia Gianotti, Simone Gatti e Stefania Tamburini

Lo spettacolo è ispirato al libro della ricercatrice Charlotte Beradt “Il Terzo Reich dei Sogni”, frutto di un’ampia ricerca sui sogni fatti dai cittadini tedeschi sotto la dittatura hitleriana, tra il 1933 e il 1939. La maggior parte del materiale raccolto mette in evidenza la forza persuasiva della propaganda e il clima di terrore scaturito da un regime del quale era impossibile dubitare. Dalle interviste ai sognatori effettuate dalla Beradt emerge, infatti, che pur in presenza di una forma di dissenso rispetto all’ideologia nazionalsocialista, queste persone ritenevano di potersi esprimere liberamente solo attraverso il sogno, ma anche in quell’ambito temevano di lasciarsi andare e di venire scoperti.
Queste testimonianze mettono in evidenza, in forma onirica e quindi surreale, la completa dissociazione interiore che si veniva a creare nell’animo dei tedeschi che vissero sotto il regime nazista, il cui comportamento fu all’insegna di sentimenti e atteggiamenti contraddittori e opposti come l’odio per la dittatura di Hitler, la paura di venire denunciati alla Gestapo per qualunque gesto interpretabile come dissenso, il senso di colpa per non riuscire a reagire e opporsi, nonché un lacerante desiderio di appartenenza alla comunità nazionale.
I sogni, esprimendo in parte anche i desideri repressi nella realtà, ed esasperandola, venivano così sottoposti ad un sorta di controllo e di censura preventiva perfino durante l’attività onirica del cervello, al punto che qualcuno tra gli intervistati ha raccontato di sognare solo immagini con forme geometriche senza contenuti, per tenersi al sicuro da ogni rappresaglia del regime.